CICLOTURISMO E BIKE HOTEL: COS’È CAMBIATO CON IL CORONAVIRUS

Come ogni settimana eravamo pronti a suggerirvi un nuovo percorso cicloturistico nel Bel Paese, raccontarvi una destinazione bike friendly, un ente pubblico virtuoso che ha fatto della vacanza attiva un cardine della propria politica.

Visti i recenti sviluppi di cronaca, inaspriti dal DPCM dell’8 marzo 2020, ci sembrava fuori luogo far finta che nulla stesse succedendo.

Questo non significa guardare con pessimismo e negatività al futuro. Anzi, questo è il momento di ricominciare a pianificarlo con la certezza che da questa emergenza usciremo seppur con una drammatica esperienza che dovrà insegnarci molto su come comportarci in futuro.

Abbiamo preferito quindi spostare l’attenzione sul mondo del cicloturismo e dei Bike Hotel proprio in connessione a questa crisi. Abbiamo scelto per voi un interessante articolo di Alice Marmorini, consulente Marketing per Hotel, formatrice, blogger, ciclista ed esperta di cicloturismo.

La sua analisi è datata 2 marzo, 6 giorni prima del DPCM e del successivo allargamento a tutta l’Italia, ma rende comunque l’idea dell’impatto dell’emergenza sul settore e di come alcune strutture stiano cercando di porvi rimedio.

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